Etg - Camera di Commercio di Como, crescono le esportazioni: bene i mobili, in calo il tessile

Crescono le esportazioni in provincia di Como nel 2018: i dati dell’ufficio studi e statistica della Camera di Commercio parlano di un +4,5%, con una crescita di 252 milioni di euro rispetto al 2017. Il Lario totalizza flussi per quasi 5,9 miliardi di euro, pari al 4,6% dell’export lombardo. I dati comaschi si posizionano nuovamente al di sopra della media nazionale (+3,1%), ma restano al di sotto di quella regionale (+5,2%). A fare eccezione nel quadro positivo dei flussi di export sono il settore tessile, dove si registra un calo di 48 milioni di euro, e quello dell’abbigliamento, con un calo di 16 milioni. Un importante contributo alla crescita arriva invece dai mobili (+56 milioni), dalla metallurgia (+50 milioni), dai mezzi di trasporto e componentistica (+35 milioni), dalla chimica e farmaceutica (+30 milioni). Nonostante il primato del tessile si sia eroso negli anni, i numeri confermano l’unicità del distretto comasco: il settore ha generato 864 milioni in 12 mesi. Pesa per il 14,7% delle esportazioni comasche, ma rappresenta quasi un quarto di tutti i tessuti lombardi esportati. Per quanto riguarda le importazioni, la provincia di Como ha registrato flussi per oltre 3,2 miliardi di euro: una variazione positiva e in netta accelerazione rispetto al 2017. Il peso dell’import comasco sul totale regionale è pari al 2,4%. Il saldo commerciale sul Lario è migliorato con una crescita di 20 milioni rispetto all’anno precedente, raggiungendo un nuovo massimo storico con i 2.646 milioni di dicembre 2018. La crescita delle esportazioni comasche è dovuta soprattutto all’allargamento dei mercati extra-Ue, modesto invece l’aumento dell’export verso i Paesi dell’Unione. Al primo posto tra i principali mercati di destinazione dei prodotti manifatturieri comaschi si conferma la Germania con 843 milioni di euro. Al secondo posto la Francia e al terzo la Svizzera. Bene anche gli Stati Uniti, che si piazzano in quarta posizione scalando tre gradini rispetto al 2017. Il mercato cinese, a cui lo studio dedica un focus, assorbe merci comasche per 205 milioni. In contrazione le esportazioni verso Regno Unito, Spagna, Turchia e Argentina.

Crescono le esportazioni in provincia di Como nel 2018: i dati dell’ufficio studi e statistica della Camera di Commercio parlano di un +4,5%, con una crescita di 252 milioni di euro rispetto al 2017. Il Lario totalizza flussi per quasi 5,9 miliardi di euro, pari al 4,6% dell’export lombardo. I dati comaschi si posizionano nuovamente al di sopra della media nazionale (+3,1%), ma restano al di sotto di quella regionale (+5,2%). A fare eccezione nel quadro positivo dei flussi di export sono il settore tessile, dove si registra un calo di 48 milioni di euro, e quello dell’abbigliamento, con un calo di 16 milioni. Un importante contributo alla crescita arriva invece dai mobili (+56 milioni), dalla metallurgia (+50 milioni), dai mezzi di trasporto e componentistica (+35 milioni), dalla chimica e farmaceutica (+30 milioni). Nonostante il primato del tessile si sia eroso negli anni, i numeri confermano l’unicità del distretto comasco: il settore ha generato 864 milioni in 12 mesi. Pesa per il 14,7% delle esportazioni comasche, ma rappresenta quasi un quarto di tutti i tessuti lombardi esportati. Per quanto riguarda le importazioni, la provincia di Como ha registrato flussi per oltre 3,2 miliardi di euro: una variazione positiva e in netta accelerazione rispetto al 2017. Il peso dell’import comasco sul totale regionale è pari al 2,4%. Il saldo commerciale sul Lario è migliorato con una crescita di 20 milioni rispetto all’anno precedente, raggiungendo un nuovo massimo storico con i 2.646 milioni di dicembre 2018. La crescita delle esportazioni comasche è dovuta soprattutto all’allargamento dei mercati extra-Ue, modesto invece l’aumento dell’export verso i Paesi dell’Unione. Al primo posto tra i principali mercati di destinazione dei prodotti manifatturieri comaschi si conferma la Germania con 843 milioni di euro. Al secondo posto la Francia e al terzo la Svizzera. Bene anche gli Stati Uniti, che si piazzano in quarta posizione scalando tre gradini rispetto al 2017. Il mercato cinese, a cui lo studio dedica un focus, assorbe merci comasche per 205 milioni. In contrazione le esportazioni verso Regno Unito, Spagna, Turchia e Argentina.

Condividi