“Devo terminare una serie di incontri e poi farò il nome del nuovo assessore”. Parola del sindaco di Como, Mario Landriscina.
Questa mattina il vertice a Palazzo Cernezzi tra il neo ministro alle Disabilità e alla Famiglia del governo Conte, Alessandra Locatelli, il primo cittadino, il neo vicesindaco, Adriano Caldara, la collega di giunta con delega alla Sicurezza, Elena Negretti e il segretario cittadino della Lega, Daniele Peduzzi. Sul tavolo le diverse ipotesi per il post Locatelli anche se l’identikit del nuovo assessore è abbastanza chiaro: dovrà essere una donna, nel rispetto delle “quote rosa”, dovrà essere della Lega, per il rispetto delle forze politiche che hanno sostenuto la candidatura del sindaco Landriscina due anni fa.

In pole position per il ruolo di assessore, e senza troppe sorprese, dovrebbe esserci il consigliere comunale della Lega, Alessandra Bonduri.
Al momento però il partito non avrebbe ancora preso contatti con il consigliere Bonduri. La scelta dunque non sembrerebbe per nulla scontata. Secondo indiscrezioni inoltre non tutte le deleghe appartenute all’ex vicesindaco di Como Locatelli finirebbero nelle mani del nuovo volto di Palazzo Cernezzi. A Bonduri potrebbero andare: Politiche abitative, Solidarietà, Piani di Zona, Lavoro, Impresa e Reti sociali, mentre le deleghe che riguardano le Politiche sociali e di sostegno alla famiglia e al Decoro sociale sarebbero affidate ad un altro esponente dell’attuale giunta Landriscina, e tra le ipotesi è spuntato il nome dell’assessore alle Politiche educative, Angela Corengia.

Un mini rimpasto che potrebbe riguardare non soltanto la giunta, ma si estenderebbe anche al consiglio comunale. L’eventuale nomina di Alessandra Bonduri, oggi in consiglio comunale, innescherebbe il classico effetto domino. A Palazzo Cernezzi dovrebbe infatti entrare il primo dei non eletti alle amministrative del 2017, Pierangela Torresani con 39 preferenze, seguita in graduatoria da William Cavadini con 27 voti. L’ingresso in consiglio di Torresani però stopperebbe Cavadini, militante attivissimo, che la Lega vorrebbe invece in qualche modo premiare.
Per questo motivo infatti il leghista Claudio Borghi Aquilini, attualmente presidente della quinta Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, potrebbe dire addio al consiglio comunale comasco per dedicarsi agli impegni romani, e a subentrargli a questo punto potrebbe essere proprio Cavadini.

Una decisione della Corte di Cassazione scompagina almeno in parte le carte relative all’inchiesta sull’omicidio di Alfio Vittorio Molteni, l’architetto ucciso a Carugo il 14 ottobre 2015. La possibile svolta non riguarda le responsabilità delle persone coinvolte, ma potrebbe incidere sulla quantificazione delle pene già inflitte agli imputati, a partire dai presunti mandanti, Daniela Rho e Alberto Brivio, appena condannati anche in secondo grado a 20 anni e all’ergastolo.
Per Luigi Rugolo, accusato dalla procura di Como di essere l’anello di congiunzione tra mandanti ed esecutori materiali, condannato a 19 anni nei primi due gradi di giudizio è già arrivata l’ora del terzo grado. Ed ecco la svolta. I giudici romani hanno deciso di dichiarare irrevocabile la sentenza su tutti i capi di imputazione, ad eccezione di quello che riguarda l’omicidio, per il quale la Suprema Corte ha annullato la sentenza, rimandando le carte a Milano limitatamente all’eventuale valutazione di una circostanza attenuante prevista dal codice penale. L’esito della condotta criminosa, in sintesi, sarebbe stato diverso – più grave – di quanto voluto dall’autore.

La Cassazione, al riguardo, invita alla «rideterminazione della pena» inviando il fascicolo «ad altra sezione della Corte d’Assise d’Appello di Milano». Stessa cosa è stata decisa anche per Michele Crisopulli, uno dei presunti esecutori materiali del delitto.
L’eventuale sconto di pena per Rugolo potrebbe aprire vie analoghe anche per le difese di Daniela Rho e Alberto Brivio, anche se si tratta al momento solo di una eventualità.

La Cassazione ha annullato la sentenza d’Appello anche in merito al vizio parziale di mente che aveva permesso a Crisopulli di godere, in secondo grado, di uno sconto da 18 anni e 8 mesi a 14 anni e 8 mesi. Anche su questo punto dunque la pena dovrà essere rideterminata.

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